Il Napoli perde 0-1 contro l’Arsenal al Maradona, in una gara decisa soprattutto dalla diversa gestione del possesso. Gli azzurri hanno cercato soprattutto la verticalità, quando ne hanno avuto possibilità e forza atletica, affidandosi alla profondità di Højlund e alla qualità di De Bruyne, ma hanno faticato a consolidare il possesso nella metà campo offensiva. La differenza di "qualità" in ogni zona del campo si è fatta sentire ed ha acuito il pressing degli inglesi, in particolar modo nel secondo tempo.
L’Arsenal, invece, ha controllato meglio tempi e spazi, muovendo il blocco del Napoli prima di accelerare. Con sapienza e tecnica, il fraseggio dei "Gunners" ha stancato gli azzurri che, nonostante una difesa bassa, hanno comunque patito gli inserimenti in area e alcune occasioni da gol non sono state messe a segno dali inglesi.
Il gol di Ødegaard al 75’ nasce proprio da questa pazienza: circolazione, superiorità sul centrodestra e inserimento centrale. Una sconfitta di misura, ma tatticamente indicativa sul fatto che abbassarsi forse non è l\’arma migliore di questo Napoli. Ma oggi, gli azzurri, con questa rose e gli infortuni, hanno altre armi? A questo dovrà rispondere Allegri, a partire dalla prossima gara con il Bologna.
Antonello Giannetti