Benvenuta Ora Legale !

Come tutti sappiamo, subito dopo l’arrivo della primavera ritroviamo anche la variazione convenzionale che prende il nome di “ora legale”, per indicare lo spostamento degli orologi, di un’ora in avanti, rispetto all’ora solare, a cui facciamo riferimento per il resto dell’anno.
Nei paesi dell\’Unione Europea, così come in Svizzera, l\’ora legale inizia l\’ultima domenica di marzo e termina l\’ultima domenica di ottobre.
La denominazione da noi usata, e cioè “ora legale, varia in altri Paesi trasformandosi in “orario estivo”, o, ancora e più correttamente, in “orario di risparmio della luce diurna”, con diretto riferimento, quindi allo scopo del provvedimento, e cioè il risparmio energetico, quindi economico che ne deriva, stimato, per il 2012, per circa 95 milioni di euro.
Alcuni studiosi definiscono l”ora legale” come un mini “jet lag”, cioè come quel disturbo in cui incorrono i viaggiatori su lunghe distanze, in aereo, per adattarsi al cambiamento di fuso orario fra il luogo di partenza e quello di arrivo.  L’effetto mini “jet lag” dovrebbe attenuarsi e sparire nell’arco di una settimana. D’altronde, l’ ”ora legale” è per tutti sinonimo di tempo più mite, di maggiore possibilità di vita all’aria aperta, di pomeriggi più lunghi e di serate più “dolci”.
Preferiamo, quindi associare l’idea di “ora legale” alla sempre piacevole stagione estiva, con i suoi profumi di mare, di erba e di fiori, agli inconfondibili sapori estivi, stuzzicanti e leggeri della nostra cucina mediterranea, alla calda luce solare che accarezza la pelle, finalmente libera da ingombranti indumenti, ai tramonti “infuocati e ai paesaggi variopinti, che solo la bella stagione ci sa regalare, al rumore della risacca in riva al mare e alla musica da ascoltare, magari ballando fino a notte tarda. In quest’ottica, allora, diciamo: “Benvenuta “ora legale!”

Donata Porta.